è qui raccolta gran parte degli studi su Nievo dell’autore, successivi al volume L’Epistolario di Nievo: un’analisi linguistica
(1987). I centri della silloge sono in sostanza due. L’esplorazione ulteriore della lingua nieviana, nei vari ‘generi’ di prosa da
lui percorsi: ancora l’Epistolario, un racconto, i due romanzi ‘minori’ (e di Angelo di Bontà è fornita un’analisi dettagliata
dell’elaborazione linguistica, dal manoscritto alla stampa) e naturalmente le Confessioni. Ne risulta una fisionomia di lingua e
stile del tutto originale, del tutto alternativa a quella manzoniana ma ricca di succhi e colori, talora acerba ma più spesso originale
e ricca d’espressione. Il secondo centro è il capolavoro dello scrittore, le Confessioni, studiate nella loro integrità e nei loro vari
e convergenti aspetti, dalle salde strutture narrative alla psicologia dei personaggi all’ideologia sottostante, e ovviamente alla
lingua e allo stile. L’analisi conferma l’altissimo livello di questo romanzo così godibile, uno dei pochissimi veramente ‘europei
della nostra lettura, ed è un caloroso invito a leggerlo e ad amarlo ancor più di quanto, putroppo, finora non si faccia.